Fondazione
Peppino
Vismara

Fondazione Peppino Vismara è un ente privato nato dall’intuizione e dal patrimonio del signor Peppino Vismara, imprenditore lombardo che ha sempre creduto nella cultura del dono e nell’attenzione a chi si trova in difficoltà.
La Fondazione, per volontà dei discendenti, è attiva dal 1980 allo scopo di sostenere iniziative e attività di natura sociale ed educativa, con particolare attenzione alle persone svantaggiate, alle famiglie, ai giovani e in generale alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Nell’ultimo decennio la Fondazione Peppino Vismara ha deliberato in media un centinaio di nuovi interventi ogni anno sostenendo progetti in Italia e all’estero, spesso con durata pluriennale.

La Fondazione
interviene

A LIVELLO
NAZIONALE

Sostenendo progetti in diverse
regioni italiane, con particolare
riguardo alle esperienze
lombarde e del sud Italia

A LIVELLO
INTERNAZIONALE

Sostenendo iniziative per offrire
opportunità concrete di sviluppo,
prevalentemente in Africa

La Fondazione opera mettendosi in ascolto dei bisogni e delle priorità delle organizzazioni del terzo settore e, di norma, assegna a enti senza fini di lucro contributi a fondo perduto senza utilizzare lo strumento del bando. Si privilegia un accompagnamento basato sull’ascolto e sul dialogo costante con i soggetti attuatori dei progetti e le loro comunità territoriali. Ulteriore caratteristica distintiva della Fondazione è quella di promuovere processi di rafforzamento organizzativo capace di generare autonomia e sostenibilità nelle organizzazioni che sceglie di supportare, rendendosi disponibile anche a sperimentare nuove forme di intervento.

Tali interventi “innovativi” vengono spesso realizzati in collaborazione con altri enti, capaci di sostenere il beneficiario sul piano patrimoniale, finanziario e strategico/gestionale, offrendo anche la possibilità di entrare in contatto con esperienze simili in Italia e all’estero.

Lo stile di intervento della Fondazione è pertanto caratterizzato da:

  • Attenzione alle fasce più deboli della popolazione, agli interventi capaci di rafforzare il bene comune e far crescere un’economia solidaristica che dia priorità ai più fragili e all’ambiente.
  • Attenzione rivolta prioritariamente agli enti che non dispongono di grandi mezzi per poter realizzare il proprio progetto e che senza il contributo della Fondazione difficilmente potrebbero avviare l’iniziativa.
  • Ascolto delle esperienze pregresse e dei reali bisogni degli enti richiedenti, offrendosi per un affiancamento ed un sostegno con una logica di “servizio” nei confronti di chi si decide di accompagnare.
  • Predilezione per le proposte progettuali che prevedano il sostegno diretto da parte dell’ente richiedente e la sua capacità di coinvolgere altri partner oltre che la comunità di riferimento.
  • Attenzione ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa cari al fondatore.
  • Predilezione per proposte progettuali che sappiano generare occupazione e dare sostenibilità all’ente proponente ma al contempo sappiano generare cambiamento nelle comunità e nei territori.

Le modalità attraverso le quali si realizzano gli interventi sono:

  • Sostegno diretto ai progetti presentati dagli enti beneficiari
  • Sostegno in collaborazione con altre Fondazioni e/o Enti a programmi o progetti di ampio respiro
  • Sostegno diretto oppure attraverso Fondi di Impatto Sociale al rafforzamento patrimoniale degli enti beneficiari

Il
fondatore

Giuseppe “Peppino” Vismara, nato a Seregno nel 1888, è stato un filantropo italiano, imprenditore attivo in diversi settori.
Ricevette un’educazione umana e cristiana nell’ambiente familiare, ma la sua personalità ricevette una speciale impronta nell’oratorio parrocchiale (struttura presente da secoli nella terra lombarda e particolarmente attiva in quei tempi) che frequentò e di cui divenne cooperatore e responsabile durante la gioventù.
Fu industriale della carta, fondò il Credito Artigiano e ne attribuì la proprietà a un ente di beneficenza. Costruì oratori, campi sportivi, chiese sostenendo in particolare le attività pastorali della Chiesa milanese nel periodo postbellico. Fu sempre un uomo capace di applicare la logica del Vangelo all’economia.
Negli ultimi decenni della sua vita (morì nel 1974) dispose che un consistente patrimonio fosse destinato a scopi benefici confluendo, per volontà dei discendenti, nella Fondazione che porta il suo nome.

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